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© 2019 Giuseppe Della Misericordia 

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 Questo sito non è stato testato su animali vivi

È solo un canto

Edizioni del Leone, 1999, Venezia

Impressioni

E' il tuo corpo a dare la forma al buio,

forma di calore alle mie mani

E' nel tuo corpo l'attimo

il segreto tra luce e buio, il gesto

della penombra incerta di se stessa

Per il tuo corpo e sul tuo corpo è morbida

e sfrenata la danza della luce

Accendino

Il tuo accendino nero

fa le bizze

vive di vita propria

Si fa dimenticare

dove vuole

in macchina sotto il sedile

a casa mia o negli altri pantaloni

Oppure ce l'hai addosso

e non si trova

se non quando non serve

E quindi accade come quella notte

quando la diserzione

fu fatale

e ridere

al vizio inutilizzabile

Capisci il mio sgomento

alla precarietà

a tutte quelle falle

inaffidabili

che non fai in tempo

a rappezzarne una

che se ne aprono dieci

Che ci vuole così poco

a non esserci più

*

Metafisica

Ti aspetto. Aspettandoti aspetto:

nient'altro tu sai riesco a fare

se non aspettare se aspetto.

La finestra annottata non mi parla

tue notizie, forse sei a metà strada

o forse ancora a cercare le chiavi.

Oppure sei sul punto di bussare

ma qui nulla cambia: l'attesa è l'attesa

e non può oltrepassarsi.

Il suo senso è se stessa, nient'altro.

*

E' l'odore di certe sere di maggio

e il tuo modo di diventare a un tratto

pensosa e bella

                            a non rimanere

Unica certezza

- in questa chiusa vicenda malferma -

i rumori e di pena e d'amore

degli atomi inquieti