Il Teatro in Italia - 2020/2021

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PARTE 1 - Cronistoria

 

23 febbraio 2020

La Regione Lombardia, basandosi su un DCPM, chiude i teatri

 

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/02/23/20G00020/sg

 

"nei comuni o nelle aree nei quali risulta positiva almeno una persona per la quale non si conosce la fonte di trasmissione o comunque nei quali vi e' un caso non riconducibile ad una persona proveniente da un'area gia' interessata dal contagio del menzionato virus,"

“la sospensione di manifestazioni o iniziative di qualsiasi natura, di eventi e di ogni forma di riunione in luogo pubblico o privato, anche di carattere culturale, ludico sportivo e religioso, anche se svolti in luoghi chiusi aperti al pubblico”

 

 

il 4 marzo 2020

Un DPCM vieta gli eventi che non possano garantire la distanza di un metro tra gli spettatori.

Di fatto, riorganizzare nel giro di una notte gli eventi in questo modo è impossibile.

 

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/04/20A01475/sg

 

“sono sospese le manifestazioni, gli eventi e gli spettacoli di

qualsiasi natura, ivi inclusi quelli cinematografici e teatrali,

svolti in ogni luogo, sia pubblico sia privato, che comportano

affollamento di persone tale da non consentire il rispetto della

distanza di sicurezza interpersonale di almeno un metro”

 

8 marzo 2020

Un DPCM vieta gli eventi aperti al pubblico indipendentemente dalla distanza tra gli spettatori.

 

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/03/08/20A01522/sg

 

“sono sospese tutte le manifestazioni organizzate, nonche' gli

eventi in luogo pubblico o privato, ivi compresi quelli di carattere

culturale, ludico, sportivo, religioso e fieristico, anche se svolti

in luoghi chiusi ma aperti al pubblico, quali, a titolo d'esempio,

grandi eventi, cinema, teatri, pub, scuole di ballo, sale giochi,

sale scommesse e sale bingo, discoteche e locali assimilati; nei

predetti luoghi e' sospesa ogni attivita'”

Passano tre mesi, che sembrano un'eternità a chi è rimasto senza stipendio e senza ammortizzatori sociali nel giro di una notte.

 

 

11 giugno 2020

Un DPCM permette la riapertura dei teatri. 

Alcuni sono falliti,.

Atri riaprono investendo risorse economiche per adeguarsi alle nuove norme.

Altri non riaprono perché, adeguandosi alle norme sulla capienza, non coprirebbero neanche le spese.

 

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/06/11/20A03194/sg

 

“gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da

concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all'aperto

sono svolti con posti a sedere preassegnati e distanziati e a

condizione che sia comunque assicurato il rispetto della distanza

interpersonale di almeno un metro sia per il personale, sia per gli

spettatori che non siano abitualmente conviventi, con il numero

massimo di 1000 spettatori per spettacoli all'aperto e di 200

spettatori per spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.”

24 ottobre 2020

Un DPCM sospende gli spettacoli in tutta Italia.

 

 

"sono sospesi gli spettacoli aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale cinematografiche e in altri spazi anche all’aperto.

 

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2020/10/25/20A05861/sg

 

 

22 aprile 2021

Un DPCM permette la riapertura dei teatri

https://www.gazzettaufficiale.it/eli/id/2021/04/22/21G00064/sg

 

 

1. A decorrere dal 26 aprile 2021, in zona gialla, gli spettacoli

aperti al pubblico in sale teatrali, sale da concerto, sale

cinematografiche, live-club e in altri locali o spazi anche

all'aperto sono svolti esclusivamente con posti a sedere preassegnati

e a condizione che sia assicurato il rispetto della distanza

interpersonale di almeno un metro sia per gli spettatori che non

siano abitualmente conviventi, sia per il personale. La capienza

consentita non puo' essere superiore al 50 per cento di quella

massima autorizzata e il numero massimo di spettatori non puo'

comunque essere superiore a 1.000 per gli spettacoli all'aperto e a

500 per gli spettacoli in luoghi chiusi, per ogni singola sala.

 

 

 

 

 

PARTE 2 - SPUNTI

PRIMO CONFRONTO

Nessuna delle cose del mondo ha ovviamente senso se presa da sola. Qualunque cosa, per essere descritta e giudicata, deve essere confrontata con altre.

 

Facciamo un esempio:

 

I luoghi di culto

un DPCM dice che il 18 maggio 2020 possono riaprire al pubblico, i teatri invece l’ 11 giugno2020

 

https://www.governo.it/sites/new.governo.it/files/Dpcm_20200517_allegati.pdf

Le disposizioni dei Protocolli stilati tra Governo e Rappresentanti delle comunità religiose sono le seguenti:

 

Chiese cattoliche: al chiuso o all’aperto con distanza di un metro tra i partecipanti. Nessun limite di capienza.

 

Comunità ebraiche italiane, Chiese Protestanti, Evangeliche, Anglicane, Comunità ortodosse, Comunità Induista, Buddista (Unione Buddista e Soka Gakkai), Baha’i e Sikh, Comunità islamiche, Comunità della Chiesa di Gesù Cristo dei Santi degli ultimi giorni: con distanza di un metro tra i partecipanti, massimo 200 persone al chiuso, 1000 all’aperto

 

 

Quando il 26 ottobre 2020 i teatri chiudono nuovamente, i luoghi di culto rimangono aperti con le stesse disposizioni; nessun limite per la religione cattolica, 200 persone al chiuso e 1000 all’aperto per le altre religioni.

 

"ff) Restano comunque aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti.

q) le funzioni religiose con la partecipazione di persone si svolgono nel rispetto dei protocolli sottoscritti dal Governo e dalle rispettive confessioni"

Per mesi, le stesse centinaia di persone che hanno assistito alla stessa messa nella stessa chiesa, non hanno potuto assistere - le stesse persone rispettando le stesse norme - a uno spettacolo teatrale.

Fine del confronto.

*

SECONDO CONFRONTO

ESISTE UN MONDO

Sulla Terra si contano 208 stati.

Sai come è stata gestita la situazione teatrale in ogni singolo stato?

Almeno la maggior parte?

Almeno la metà?

Fine del confronto

*

 

Breve nota sulla definizione: "attività non essenziali"

 

E’ difficile capire per chi non lo ha provato.

Immagina se dalla notte alla mattina ti vietano di lavorare. Per mesi. Ti lasciano senza possibilità di pagare rate, mutui, affitti, bollette, cibo. Divieto di lavoro. Dicono che è per la salute. Dicono che ti daranno dei soldi ma è vero solo per alcuni. A chi arrivano ne arrivano troppo pochi per vivere. Devi trovarti un altro lavoro, non hai altra scelta. Se hai dei soldi da parte li finisci. Dicono che il tuo lavoro non è essenziale. Altri lavori lo sono, il tuo no. Altri lavori che hanno caratteristiche identiche al tuo, cioè radunano tanta gente in un luogo chiuso, lo sono. Ma il tuo lavoro no, non è essenziale. Il tuo stipendio no, non è essenziale.

 

*

Breve storia del Teatro Italiano

 

1743 Carlo Goldoni inizia la riforma del teatro

 

1934 Luigi Pirandello viene insignito del Premio Nobel

 

1997 Dario Fo viene insignito del Premio Nobel

 

2020 Il teatro è una “attività non essenziale”

 

2021 primo semestre: Il teatro è una “attività non essenziale”

2021 secondo semestre: il teatro è un'attività difficile da gestire e organizzare e a parità di lavoro si guadagna la metà perché ci sono metà spettatori per decreto.

 

*

Dialoghi da strada - gennaio 2021

 

“Perché le poste sono aperte e i teatri sono chiusi?”

“Eh ma le poste pagano stipendi e pensioni…”

“Secondo te in teatro io ci spedivo le raccomandate?”

*

BREVE SIPARIETTO

26 febbraio 2021

Dopo quattro mesi di chiusura il ministro della cultura franceschini annuncia che

 

“Il confronto con il CTS e le integrazioni ai protocolli di sicurezza potranno consentire, in zona gialla, la riapertura di teatri e cinema dal 27 marzo, Giornata mondiale del teatro, e l’accesso ai musei su prenotazione anche nei week end.”

 

https://twitter.com/dariofrance/status/1365332094470209538

 

 

27 marzo 2021 - Giornata Mondiale del Teatro 

I teatri non aprono.

Per festeggiare la non riapertura sono andato in un affollato vivaio a comprare "essenziali" violette da mettere sul davanzale.

Fine del siparietto

*

CTS - COMUNICAZIONE TECNICO SCIENTIFICA

Avete letto i documenti ufficiali nei quali si spiega in maniera scientifica e basandosi su dati perché sono stati chiusi i teatri e non altre attività? Avete letto le motivazioni scientifiche in base alle quali le norme per gli spettacoli sono diverse da quelle del supermercato o del centro commerciale o del vivaio?

No? Neanche io. 

*

RECENSIONI TEATRALI DI LUOGHI CHIUSI E AFFOLLATI

 

I teatri erano chiusi da un anno ma tu potevi trascorrere ore in luoghi chiusi e affollati come il supermercato, la metropolitana, il centro commerciale, il centro per il bricolage e il giardinaggio e i luoghi di culto.

 

Recensione del centro commerciale -  23 febbraio 2021

 

Uno spettacolo intramontabile che conferma il gusto artistico dell’italiano medio. Una drammaturgia elementare fondata sulla frenesia degli acquisti e sulla dispersione dell’io all’interno della folla viene portata in scena da un numero forse eccessivo di attori.

Probabilmente esagerato anche il monumentale spiegamento di elementi scenografici e oggettistica. Il gran numero di spettatori assiepati è sembrato più volte disorientato da questa enorme macchina scenica. Interessante il terzo atto: il pubblico diventa parte integrante della rappresentazione.

La rottura della quarta parte, la possibilità per gli spettatori di vagare sulla scena e il continuo contatto tra attori e pubblico e tra pubblico e pubblico, sono gli unici scorci di umanità in un lavoro caratterizzato da un regia e una recitazione fredde e impersonali. Spettacolo sconsigliato.

 

 

Recensione della Metropolitana - 21 marzo 2021

Come dice il titolo, lo spettacolo è ambientato in un vagone della metropolitana. Purtroppo, se una trama c’è, non si riesce a seguire: la scelta di ammassare così tanti attori e spettatori in così poco spazio mette in difficoltà lo sguardo.

La rottura della quarta parete si rivela caotica e poco efficace.

I frammenti di dialoghi che affiorano, alla fine non sembrano ricomporsi nella restituzione di un senso allo spettatore.

Gli attori, inoltre, si sovrappongono spesso, rendendo ancora più difficile seguire il rapido affastellarsi di quadri e scene.

Difficile a questo punto distinguere eventuali falle nella drammaturgia da scelte registiche davvero troppo ardite.

L’ottimo successo di pubblico premia comunque questa sperimentazione che, col tempo, potrebbe trovare una maggiore coerenza e chiarezza comunicativa.

*

SPUNTI PER IL PASSATO, IL PRESENTE E IL FUTURO.

 

I teatri possono essere chiusi con un DPCM?

I teatri sono stati chiusi o si sono autochiusi?

Ancora non si sa.

 

Esistono in tutta Italia svariati esempi di attività come ristorazione e palestre che hanno tenuto aperto nonostante i DPCM e le decine di multe. Le cause legali sono ancora in corso.

 

Esistono diverse sentenze che dichiarano incostituzionali i DPCM e nulle le multe.

 

Ecco un esempio:

Secondo l’ordinanza del 16/12/2020 n. r.g. 45986/2020 del Tribunale di Roma

“Come già evidenziato da altra giurisprudenza (giudice di Pace di Frosinone) non può ritenersi che un DPCM possa porre limitazioni a libertà costituzionalmente garantite, non avendo valore e forza di legge.”

Quindi, nel caso specifico, non possono essere chieste riduzioni del canone di locazione adducendo i mancati incassi derivati dalla chiusura.

 

https://i2.res.24o.it/pdf2010/Editrice/ILSOLE24ORE/QUOTIDIANI_VERTICALI/Online/_Oggetti_Embedded/Documenti/2021/01/06/roma1.pdf

 

 

“La parte conduttrice invoca l'esistenza di una situazione di emergenza sanitaria riconducibile alla c.d. pandemia, la quale ad avviso dell'istante, avrebbe comportato una alterazione del rapporto contrattuale e la impossibilità di eseguirlo o, comunque, di beneficiare pienamente del godimento del bene, con conseguente alterazione del sinallagma contrattuale, la cui rilevanza al fine della revisione delle condizioni contrattuali è invocata in giudizio.

Ritiene il tribunale che tale assunto sia già in partenza inesatto.

1. Invero la esistenza di una emergenza sanitaria non è di per sé condizione intrinsecamente impediente in termini assoluti, diversamente dal caso di scuola, ad esempio, del crollo dell'immobile a seguito di terremoto o del crollo dell'unica via di accesso all'immobile a seguito di calamità naturale. In altre parole, in via astratta, ogni attività umana avrebbe potuto continuare a svolgersi regolarmente anche in periodo di emergenza sanitaria, con la sola differenza che il soggetto interessato avrebbe corso il rischio di contrarre il virus (così come, in modo diverso, il conducente che si pone alla guida accetta il rischio di essere coinvolto in un incidente mortale causato da altri, ipotesi che nella moltitudine dei casi è statisticamente certa).

Ciò detto, appare evidente che la limitazione ai diritti fondamentali e costituzionalmente garantiti che si è verificata nel periodo di emergenza sanitaria è dovuta, quindi, non alla intrinseca diffusione pandemica di un virus ex se, ma alla adozione "esterna" dei provvedimenti di varia natura (normativi ed amministrativi) i quali, sul presupposto della esistenza di una emergenza sanitaria, hanno compresso o addirittura eliminato alcune tra le libertà fondamentali dell'Uomo, cosi come riconosciute sia dalla Carta Costituzionale che dalle Convenzioni Internazionali.

A dimostrazione di ciò, è notorio che le suddette libertà e diritti fondamentali siano stati incisi con modalità ed intensità diverse nei vari Paesi del globo terrestre ed alcuni Stati, come la Svezia, addirittura, si siano limitati a indicazioni e suggerimenti, senza imporre limiti al godimento dei diritti, quantomeno nel periodo iniziale. Da ciò deriva che le dedotte conseguenze per ristante non sono affatto riconducibili alla emergenza sanitaria in sé intesa, ma al complesso normativo provvedimentale che, su tale presupposto, è intervenuto sui diritti e sulle libertà dei cittadini, ivi compresi quelli dell'interessato istante.”

 

 

*

 

BREVE NOTA SUL VIVERE "IN SICUREZZA"

La cosa più pericolosa del mondo è vivere.